Pagina a Cura di Emy

Momo e TojiLo stile grafico di questo manga è semplice e dinamico, racconta perfettamente una storia giocata sul "classico" triangolo amoroso. Ma il vero punto di forza di Peach Girl non è il disegno e neanche la storia: è la sapiente maestria con cui quest'ultima è narrata. Da questo aspetto la Ueda sembra una veterana con decenni di esperienza sulle spalle: anche se non è una debuttante, è comunque notevole che un'autrice giovane padroneggi con tanta ostentata sicurezza ritmo, montaggio ed ellissi narrativa… in pratica, una volta che avrete cominciato a leggere Peach Girl non potrete più fermarvi neanche per un secondo, l'"effetto ipnosi" è garantito! Elementi fondamentali sono i personaggi semplici, limpidi ma non banali, e i toni svagati, tragicomici, lontani dallo spessore drammatico tipico, ad esempio, di un Mars. In conclusione: una lettura svagata ed estremamente piacevole, anche grazie ai deformed che di tanto in tanto fanno capolino tra le pagine. Divertimento assicurato... punto fermo di sicuro successo questo, in Giappone come altrove.

Edizione Italiana

... e qui casca l'asino >_<. Come facilmente prevedibile, "Peach Girl" è infine sbarcato anche in Italia, sulla scia del successo d'oltreoceano. A conti fatti, originale alla mano, la nostrana edizione Play Press cosa offre? Dunque: rispetto alla versione americana, testi e adattamento sono infinitamente più fedeli all'originale. Nell'edizione americana alcuni nomi sono sbagliati: Sae Kashiwagi è diventata Sae Sasaki, Tojikemori è diventato Tojigamori, mentre Kairi è "americanizzato" in Kiley (anche se -a onor del vero- tecnicamente la lettura Kiley non è sbagliata, essendo "kairi" scritto in katakana, però il personaggio è giapponese e la lettura più esatta è Kairi). Inoltre molti aspetti della vita giapponese sono stati ignorati: giusto per dirne una, Sae chiama da subito Tojikemori "Toji", mentre nell'originale (e nell'edizione italiana) aspetta a farlo prima che lui stesso non le abbia dato il permesso. Inoltre, sempre nell'edizione americana, la stragrande maggioranza dei testi è stata "sporcata": i personaggi parlano in maniera più volgare (e incisiva, bisogna ammetterlo^^). Copertina: nell'edizione Play Press lo sfondo è stato cambiato rispetto all'originale (giallo anziché verde), ma IMHO questo ha giovato, perché lo sfondo giallo della versione giapponese toglieva contrasto e spessore alla figura in primo piano. Per converso, però, l'edizione italiana sfoggia un sovra-titolo inedito, "La dolcezza dell'amore", che in effetti non esiste né nell'edizione americana né in quella giapponese. Adattamento grafico: non male, senz'altro migliore di quello americano. Il lettering è buono tranne nei free-talk e in generale quando è fatto a mano, specie se raggiunge effetti piuttosto risibili (quando i pensieri sono scritti con un lettering dallo spessore uguale a quello utilizzato per il parlato -vd pp. 27 e 30, ad esempio^^;). Fin qui nessuna tragedia, comunque... ora viene la fase critica: rilegatura, stampa, impaginazione e rifilo. Rilegatura: un po' troppo rigida ma non male. Stampa: ahi ahi ahi... il confronto con l'originale purtroppo denuncia una stampa troppo scura, che brucia o annerisce (e più spesso brucia E annerisce) gran parte dei retini. Ma il colpo di grazia lo dà impaginazione e rifilo: la media conta più di mezzo centimetro completamente tagliato sul margine esterno, più un altro mezzo centimetro tagliato tra margine superiore e inferiore... l'armonia della tavola è compromessa, e addirittura compromessa in almeno 1 pagina (la ventesima!) è la stessa leggibilità! Male, molto male. Lascio da parte ogni ulteriore commento per fare posto a qualche esempio:  tre pagine (giapponese/italiano) a confronto e scansionate *nello stesso momento*.

Sulla base di queste considerazioni, invito TUTTI i visitatori di questo sito (e non!) a scrivere alla Play Press: info@playpress.com una mail con oggetto "Peach Girl" per chiedere esplicitamente (senza però dimenticare la buona educazione^_-!) di migliorare stampa e soprattutto impaginazione e rifilo di Peach Girl. Anche un titolo valido come questo -vincitore, ricordiamocelo, del Kodansha Manga Award del 1999 (categoria shoujo manga)- rischia di apparire un titolo mediocre se l'edizione anziché supportarlo, lo penalizza fortemente (per tacer del prezzo...>_<).

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