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a Cura di Emy
Titolo originale: Ai shite Knight
Titolo italiano: Kiss me Licia
Tratto dal manga di: Kaoru Tada
Prodotto nel: 1983-4 da Toei Doga
Numero di episodi: 42
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tecnico o leggere i titoli degli episodi, cliccate sul banner "scheda tecnica". Se invece siete in cerca
dei testi delle canzoni dei Beehive e della sigla di "Kiss me Licia", cliccate sul banner "Songs".
Qui di seguito riporto una
breve ma completa trama della serie tv in Italia nota come "Kiss me Licia". La
trama presenta i nomi originali dei personaggi, ma tra parentesi trovate i corrispettivi
nomi dell'edizione italiana.
LA TRAMA DELLA SERIE TV
Episodi 1-26
Osaka, anni Ottanta. Yaeko Mitamura -detta Yakko- (Luciana detta Licia) ha
diciotto anni e aiuta il padre a gestire il ristorante tradizionale di famiglia, il Mambo.
Un giorno la sua strada si incrocia con quella del piccolo Hashizo (Andrea): il bambino,
orfano dei genitori e sempre accompagnato dal suo gatto, Giuliano, le si affeziona
moltissimo, perciò fin da subito pensa a Yakko come potenziale fidanzata di suo fratello,
il ventiduenne Go (Mirko). Il caso vuole che Yakko e Go si incontrino -o meglio
si scontrino- per strada, occasione in cui l'invadenza di Go viene fermata da un sonoro
ceffone della ragazza. L'incontro ispira il giovane a comporre delle canzoni per il gruppo
rock di cui è voce solista; egli infatti, oltre a frequentare l'Università, lavora come
cantante ed è il leader del gruppo emergente dei Beehive, band di cui fa parte (come
tastierista) un'altra conoscenza di Yakko: il giovane Satomi. Satomi frequenta da tempo il
Mambo e da tempo è interessato a Yakko, ma quest'ultima non sa che lui e Go sono amici e
membri dei Beehive: quando lo scopre, rimane profondamente turbata. Per giunta, Satomi le
si dichiara, gettando la ragazza in un enorme confusione: deve accettare la garbata corte
del giovane? O cedere all' inclinazione che prova per Go? Ma quest'ultimo, sempre
attorniato da belle ragazze, sembra poco più che un playboy ai suoi occhi. La situazione
volgerebbe in favore di Satomi, se -novello Cupido- non intervenisse Hashizo: il bambino
favorisce in ogni modo possibile le occasioni di incontro tra suo fratello e quella che
lui considera la sua "mammina". Nel frattempo altri personaggi entrano in
gioco: Isuzu (Manuela), la migliore amica di Yakko, prende una sbandata per Go
(incentivata da un bacio malizioso del ragazzo), mentre Meiko (Marika), ricca sostenitrice
dei Beehive, da tempo innamorata di Satomi, fa di tutto per staccarlo da quella che lei
considera una "cameriera". Infine, lo stesso Satomi viene a conflitto con Go
quando scopre che anche l'amico è innamorato di Yakko
i Beehive rischiano di
sciogliersi, ma la situazione in qualche modo si sistema. Go
mette in chiaro le cose con Isuzu: lui la considera solo un'amica (è di Yakko che è
innamorato), mentre Meiko riesce con la sua perseveranza a far breccia nel cuore di
Satomi, anche se quest'ultimo è sempre intenzionato a volere Yakko come sua ragazza. I
suoi sogni sono destinati ad infrangersi nel risolutivo episodio 26 ("Concorso rock
in riva al lago"), quando Yakko, dopo mille tentennamenti, finalmente muove il primo
passo verso Go.
Episodi 27-42
Satomi comprende la scelta di Yakko e, dopo una prima reazione negativa, si fa
da parte in favore di Go. Ad ostacolare i due giovani pertanto rimangono solo l'antiquato
padre della ragazza, restio ad accettare un rockettaro per genero, e gli impegni di lavoro
dei Beehive, che impediscono ai due innamorati di vedersi liberamente come vorrebbero.
Altre coppie attorno a loro trovano la felicità: Isuzu si sposa con un chitarrista dei
Beehive, Meiko dopo un burrascoso rapporto con Satomi trova con lui un rinnovato
equilibrio. Ad ostacolare seriamente Go e Yakko, però, ci pensa il manager
della band; questi impone alla ragazza di lasciare Go per non intralciargli la carriera:
è una decisione sofferta per lei. Quando Yakko lo lascia, Go cede alla disperazione, e
soltanto su iniziativa di Meiko e Satomi scopre la manovra del manager e riconquista la
sua Yakko. Anche il padre di lei, di fronte al solido sentimento dei due giovani, è
costretto a capitolare... nell'ultimo episodio Go parte per un tour in America, ma Yakko
aspetterà serena il suo ritorno: un matrimonio felice li attende.
FINE
DIFFERENZE MANGA-ANIME
Le differenze sono
talmente tante che dovrei impegnare il sito intero per elencarle tutte^^;. Mi limito
perciò solo alle più importanti: innanzitutto, l'anime è indirizzato a un target
diverso rispetto al manga originale, che si rivolgeva a lettori meno giovani, perciò
alcuni toni più "adulti" sono stati smorzati. La sceneggiatura dell'anime, poi,
dilata all'inverosimile la vicenda narrata dalla Tada: basti pensare che il solo primo
volume del manga ricopre i primi diciassette episodi della serie animata (più di un
terzo, in pratica!). Da qui la necessità di far "crescere" alcuni personaggi
che nel manga erano abbozzati, come Meiko/Marika, o di ridurre gli aspetti più
"trasgressivi" (vedi Go, ad esempio, che acquista più di un tratto positivo
rispetto all'originale cartaceo). Inoltre è da sottolineare la grande attenzione agli
spunti umoristici della vicenda (Giuliano e il padre di Yakko si ritagliano uno spazio
tutto loro, divenendo protagonisti di simpatici siparietti comici), per non parlare
dell'introduzione di episodi "riempitivi" e del tutto trascurabili come il 15°
o il 17° ("Chi ha rapito Andrea?" e "Giuliano eroe per un giorno").
Infine non bisogna dimenticare la volontà da parte degli autori dell'anime di rimarcare i
momenti romantici e "zuccherosi": in questo modo sono state introdotte belle
occasioni, come gli incontri tra Yakko e Go nei primi episodi, incontri contornati persino
da quei "schiaffoni" così caratteristici del romance d'altri tempi,
"momenti" costruiti sapientemente per creare una specifica "attesa". Ma d'altro
canto sono stati utilizzati anche spunti banali francamente evitabili (l'episodio 9°,
"Non era un bacio", è un vero topos-tormentone nipponico, che non regala nulla
a chi segue un minimo di animazione giapponese). Ne consegue che lo spirito del manga,
anche se non è stravolto (e lo prova la presenza di un personaggio totalmente alternativo
come Sheller), ne esce comunque ridimensionato: che sia questo il motivo per cui la serie
si interrompe al 42° episodio, trascurando per intero l'ultimo capitolo delle vicende del
manga? In effetti pare che in Giappone la serie TV sia stata un autentico flop (fonte:
"Il fenomeno Licia" in "If" n. 8, 1999, p.110). Peccato, perché
grazie alle scelte degli sceneggiatori, affatto casuali ma attente e consapevoli, e non
ultima grazie alla loro abilità, la serie animata di "Ai shite Knight", pur
presentando toni meno adulti rispetto all'originale cartaceo, è comunque un prodotto
gradevole, piacevole da seguire, che "invecchia bene" (il manga, però, più
agile e ritmato, è decisamente qualche lunghezza più avanti^_^).
ADATTAMENTO ITALIANO
L'adattamento italiano seguì le tacite leggi applicate agli anime in quel
periodo: tutti i nomi giapponesi dei personaggi (eccetto -chissà perché- Satomi) furono
cambiati, mentre Giuliano per ovvii motivi rimase inalterato. Si scelse inoltre di dare
voce alla muta ironia di Giuliano, che in originale non parlava. Riferimenti verbali al
Giappone sparirono: non si dice mai che la storia è ambientata a Osaka, però almeno in
un'occasione, nell'episodio ventiseiesimo, si pronuncia la frase "distretto del
Kansai". D'altro canto la censura non era così severa come quella odierna: rimasero
infatti tutti i riferimenti visivi alla realtà giapponese, tipo festa dell'estate, e in
qualche scena compaiono degli ideogrammi. Furono anche risparmiate le "docce" di
Yaeko/Licia e la scena in cui fa il bagno con Hashizo/Andrea. Anche il personaggio di
Sheller, forse, oggi sarebbe stato adattato in modo da farlo sembrare meno equivoco.
Sembra però che siano state comunque apportate delle censure vere e proprie, anche se
scarsamente rilevanti rispetto ad altre serie animate successive, tipo "Marmalade
Boy/Piccoli problemi di cuore" (del resto gli episodi sono 42 come in originale, e
non ci sono grossi scarti di durata tra un episodio e l'altro). C'è poi una leggenda
circa la versione originale di questa serie, che vuole la presenza di siparietti a sfondo
sentimentale/sessuale presenti in ogni episodio. Tale voce sembra -a giudicare da quanto
scritto in un dossier su "Kiss me Licia" nel n.118 di Kappa Magazine- infondata,
ma se qualcuno di voi avesse avuto modo di vedere gli episodi originali del cartoon e
volesse dire la sua, mi scriva^_^.
CONSIDERAZIONI
La regia di "Ai shite Knight" non presenta
innovazioni di sorta; i colori scelti sono caramellati ma non leziosi (come ad esempio
quelli delle serie delle "maghette"). Il character design dell'altrimenti ignoto
Yoshifusa Yamaguchi è piacevole anche se regolarizza (facendogli perdere originalità) il
tratto di Kaoru Tada. Non sfuggirà ai più e meno attenti che questa serie presenta alti
e bassi qualitativi tra un episodio e l'altro: basta confrontare ad esempio l'episodio 4°
"Al concerto dei Beehive" con il 10° "Il regalo di compleanno". La
discrepanza è dovuta naturalmente all'alternarsi dello staff e dei supervisori per i
singoli episodi: in particolare, c'è un gruppo di puntate che "stacca"
qualitativamente dal resto della serie. Tali episodi sono supervisionati da Shingo Araki
in persona (character designer di Saint Seiya/I Cavalieri dello Zodiaco e della prima
parte della serie TV di Versailles no Bara/Lady Oscar), e sono per la precisione:
10) Il regalo di compleanno
13) Il gruppo entra in crisi
15) Chi ha rapito Andrea?
18) Primi litigi
23) Un bacio nel bosco
29) Il compleanno di Licia
35) Il tradimento di Licia
41) Il concerto degli innamorati
Questi episodi, assieme al
1° ("Andrea e Giuliano"), al 16° ("Alla ricerca di Licia") e al 26°
(Concorso rock in riva al lago), sono anche i migliori della serie, che nel
complesso, tecnicamente parlando, rientra nella media nell'epoca, con punte apprezzabili
negli episodi firmati Araki. Non è una serie imperdibile per chiunque, ma senz'altro
consigliata a chi è in cerca di un'opera romantica dal ritmo tranquillo e casalingo.
Però in ogni caso qualche episodio bisognerebbe vederlo comunque, se non altro perché,
al di là dell'aspetto tecnico, è uno di quei cartoons che in Italia si possono definire
"storici" (in quattro milioni la seguirono negli anni Ottanta). Ed è anche una
delle serie con il più alto numero di baci dei personaggi. Clicca sul banner per saperne
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